Stefano Bonaccini, eletto alle europee, ha annunciato le dimissioni da governatore della Regione Emilia Romagna.
La sua esperienza è durata dieci anni, che proprio lui ha definito “complicati”, ricordando il terremoto, l’alluvione e la pandemia Covid-19. Dieci anni durante i quali però “questa Regione” è diventata “più forte di prima”.
Le dimissioni di Bonaccini arriveranno tra due settimane, dopo la visita del G7 a Bologna, in vista della formazione del Parlamento europeo che si terrà il 15 luglio. Dal 16 al 19 a Strasburgo si terrà una plenaria per aprire i lavori della prossima legislatura, durante la quale si voteranno presidente, quattordici vice, cinque questori e le commissioni.
Stefano Bonaccini in corsa con il Pd ha raccolto oltre 380mila preferenze e farà parte del gruppo Socialisti e Democratici. L’annuncio è arrivato questa mattina, mercoledì 26 giugno: ma cosa succederà adesso in Emilia Romagna?
Per qualche mese ci sarà un’amministrazione provvisoria con a capo l’attuale vice governatrice della Regione Irene Priolo. Secondo i rumors, quest’ultima guiderà l’Emilia Romagna fino a novembre, quando sono previste nuove elezioni, il 3 o il 10.
“Non ho dubbi che chi guiderà l’Emilia Romagna possa rafforzare e migliorare i rapporti internazionali, per collegarci al mondo dobbiamo costruire ponti, non erigere muri”, ha dichiarato Stefano Bonaccini intervenendo in viale Aldo Moro a margine di una discussione sul bilancio regionale.
Il governatore uscente ha salutato i suoi collaboratori: “In questi cinque anni non c’è mai stata mezza giornata di crisi e ringrazio per l’appoggio avuto per alcuni provvedimenti. Questi grandi risultati si devono a migliaia di donne e uomini, che da dipendenti della Regione hanno lavorato in maniera eccellente, guidandoci in un periodo tremendo”.
E ancora: “Non ditemi che sto scappando. Potete dirmi che sono scarso, ma nessuno può dire che io non ci abbia messo tutto l’impegno e il sacrificio”. A margine del saluto al consiglio regionale, Stefano Bonaccini ha parlato del futuro del centrosinistra in Emilia Romagna.
“Abbiamo una classe dirigente molto preparata e tutte le condizioni per provare a fare bene”. Il prossimo candidato Dem, lo decideranno il Pd e la coalizione: “Mi auguro che si faccia presto e bene”. Ci sarebbero le condizioni per una larga intesa in Emilia Romagna, “dai moderati alla sinistra”, con lo scopo di fare il possibile per “battere la destra”.
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